Lo sloveno Pogacar, dalla classe immensa, ha vinto ieri, a soli 22 anni, il suo secondo Tour de France consecutivo. Un Tour che lo sloveno ha dominato fin dalla prima settimana, lasciando briciole agli avversari. Ma già da ieri mentre si svolgeva la storica premiazione a Parigi, vista in tutto il mondo tranne che da noi visto che la RAI ha troncato per trasmettere un imperdibile telefilm, ecco che sui social si scatenano sospetti a volte ridicoli. Per molti non è tollerabile che nel ciclismo ci sia un atleta forte, capace di imporsi nelle dure salite di Alpi e Pirenei e, si dice, se va così forte chissà che sostanze assume. Credo sia ora di dire basta a questa storia. Tutti gli appassionati di ciclismo devono ribattere e far capire che nessun sport è sottoposto a tanti controlli come questo, molti fatti in piena notte durante le corse a tappe. Ogni appassionato di ciclismo deve far capire a questi ignoranti Leoni da Tastiera (quelli che hanno al massimo una terza media e si credono rettori della Bocconi) che il ciclismo ha fatto pulizia nel suo interno e che i casi di doping sono ridottissimi. Aspettando che ci sia anche una Green Pass per poter accedere a Facebook, bisogna respingere certe accuse che stanno purtroppo avendo effetto da noi. O quantomeno, se si vuole essere onesti, porsi qualche domanda su prestazioni da altri sport, vedi tennis, nuoto e atletica. Le generazioni come la mia sono cresciute a pane e ciclismo e non vogliono che un patrimonio di storie, imprese, personaggi, imprese da leggenda sia messo in discussione da chi ha soltanto voglia di distruggere.